mercoledì 17 dicembre 2014

FI-UMANA.

L'acqua è forte.
L'acqua arriva ovunque.
Io sciolgo tutto il ghiaccio che mi hanno insegnato
dovermi mettere sul cuore
come fosse stato l'unico e
il migliore vestito.
Io mi spoglio del gelo che ho tenuto a lungo
sulla testa
come fosse stato l'unico e
il più caldo cappello.
Io mi sciolgo.
L'acqua è forte e limpida.
L'acqua arriva ovunque e ovunque scorre.
Io mi sciolgo.
Io sono forte e limpida.
Arrivo ovunque e ovunque scorro.

mercoledì 10 dicembre 2014

LA DEA CADUTA A TERRA.

Poichè scorreva un tempo che non era suo
decise di chiudere gli occhi un istante.
Riprese in mano l'infinito
si fece spazio.
Era una donna fatta di fango e polvere
ma ricordò 
la vibrazione delle ali che ancora sapeva di possedere.
E in quell'istante,
nel suo tempo dentro gli occhi chiusi,
nell'infinito dove aveva ricavato il suo spazio,
fu ancora donna di piume bianche
e vestito trasparente.
Tutto , dopo, anche nel tempo che non era suo,
sotto il cielo
che era la sua terra,
divenne possibile.
Persino muovere le ali
sopra il fango e sotto la polvere.
E ad occhi ben aperti.

venerdì 7 novembre 2014

RATATOUILLE DELL'AMORE PURO.

Un spolverata d'oro
su tutta l'infanzia
che ci regalò il benvenuto alla vita
confezionandolo in un abbraccio.
Un pizzico d'argento
sul tempo incerto dell'adolescenza
che ci scoprì nell'imbarazzo del desiderio
insegnandoci la tenerezza di un bacio.
Piccoli ricami d'alabastro
sugli anni di prima maturità
quando lenzuola ornavano il corpo di vele
spingendolo all'avventura del sesso.
Immensa gratitudine 
all'età adulta
che ci lascia il saggio stupore
di cucinare insieme
l'abbraccio
il bacio
il sesso
sulla miracolosa tavola dell'amore puro
che non è infantile
nè adolescente
nè appena maturo.
Esso è eternamente presente
poichè 
non si stringe solo con le braccia
non si dice solo con la bocca
nè si sente solo nel corpo
ma parte dal cuore
e lì vi ritorna.

domenica 24 agosto 2014

Voglio sedermi pulita
davanti alla mia Vita.
Voglio guardarla 
con occhi da miracolo
e parlarle
con voce di gratitudine.


sabato 23 agosto 2014

UNA LEGGE.

Tu sei il tuo porto sicuro,
sei la terra delle mille e più occasioni
e mille e più occasioni
ti incontreranno.

giovedì 24 luglio 2014

Proprio perchè odo ancora la musica nel ghiaccio che si scioglie
mi spingo a cercare
quell'ultimo piccolo fiore
che sfida il deserto
e lo profuma.
Nessun rumore improvviso
aggredisce
il silenzio che veste ogni mio passo
perchè i miei piedi disegnano strade precise e sanno dove andare.





giovedì 17 luglio 2014

LA BAMBINA DI GAZA.

E, prima di imparare a parlare,
i miei occhi li bucarono
mille proiettili
sputati dal mare.
La spiaggia d'oro
l'acqua trasparente.
Prima di imparare ad esser forte
la mia sorte la spezzarono
gli uomini
burattinai di morte.
Ma quella morte
che sapeva non era il momento
lascia a rieccheggiare
a sfregio
e per tutti
il boato del mio piccolo corpo
nel vento.
E tra tutte le bombe della guerra
questa è quella che più non digerisce la terra.

martedì 15 luglio 2014

PENSIERINO.

Ed ogni giorno ricordo che per la mia salute, fisica e mentale è importante non farmi avvolgere dalle cieche e maligne azioni altrui, ma occuparmi di rendere pulite e rispettose le azioni mie.
Io pulisco il mio Karma, gli altri, puliscano il loro, se vogliono. Se non vogliono, io sorridente e sana, procedo comunque.

lunedì 14 luglio 2014

MANIFESTO SPIRITUALE.

Dolcissimo Amore, Mondo che abito e mi abiti.
Da quando mi sono ri-svegliata, non faccio altro che pensare a scriverti questa lettera, per provare a spiegarti in modo più chiaro quello che anche io faccio fatica a comprendere a fondo....Prima di tutto, IO TI AMO e non ho smesso di farlo un secondo, da quando ci siamo conosciuti. Tra tutte le guerre, dentro e fuori, ho sentito di amarti in PACE.
Oggi rifletto sull'atteggiamento irritato che ho talvolta nei tuoi confronti ed è una piccolissima ferita che mi sento aperta, perchè non voglio allontanarti da me.
Da quando ho osservato la tempesta elettrica del cielo, dentro di me sono cambiate tantissime cose.
Avverto un nuovo modo di sentire, più potente, come se ogni singola sensazione mi arrivasse ancora più netta, non chiara subito, ma netta. Mi ritrovo a combattere con percezioni negative che non provengono da me e da cui tento di proteggermi con questa nuova consapevolezza, così come sento davvero una luce che mi invade e attraverso la quale mi dirigo verso una strada che, per quanto ancora non definibile a parole, è una strada giusta per me. Una strada che chiamo CASA. Ho bisogno di approfondire tutto quello che sta accadendo e di trovare nuovi strumenti che mi ricolleghino alla fonte interiore che mi ha sempre guidata da tempi infiniti.
Parto dal presupposto che ognuno di noi, prima di nascere in questa o in altre vite, è pura energia che scorre nell'universo e che il corpo acquisito e scelto non è che il mezzo per assolvere una missione molto grande, quella di risvegliare l'uomo alla sua coscienza primaria di essere magico, in grado di lavorare con il sentire e non con la mente.
In questo passaggio, che ho compiuto più volte nella mia esistenza, ci sono una serie di attriti tra il vecchio modo di pensare e il nuovo. E' come cambiare la percezione di tutto e averne una visione più ampia. Il punto differente è che questa volta, in me sembra essere DECISIVO UN CAMBIAMENTO rispetto a questo e STO PER REALIZZARMI IN QUALCOSA DI MOLTO GRANDE, che ancora non riesco a capire. Ed è qui che tentenno. Il non comprendere a livello cosciente, ma aver perfettamente integrato tutto a livello subcosciente non mi rende facile il respiro.
In parole povere è come se in fondo al mio cuore si fosse accesa una luce immensamente luminosa, ma gli effetti in superficie devono essere ancora governati, ordinati, esperiti.
Solitamente, sentendomi totalmente INCOMPRESA rispetto a questo, ero portata a chiudermi e isolarmi, per comprendere che non c'era poi nulla da capire, era necessario solo LASCIARSI ANDARE E SENTIRE. Nei miei lunghi allontanamenti dalla realtà e dalle persone, tutto sembrava più chiaro, più semplice, anche la decisione di tornare a camminare su di te, MONDO, più preparata e completa.
Ma adesso non sono da sola. La tua presenza nella mia vita è un qualcosa che ho sempre desiderato ed ora tu sei. QUI. La paura di non essere capita, per abitudine crea in me la spinta all'allontanamento. Non volendo veramente farlo, perchè il tuo ESSERCI è la cosa più meravigliosa che abbia mai sperimentato, tendo ad IRRITARMI  e a comportarmi come se volessi stare improvvisamente SOLA. Ma questa notte ho sentito che è proprio questa la mia sfida. Comprendere a pieno questo "passaggio di livello di coscienza" rimanendo profondamente ancorata alla realtà. E tu sei la mia grande occasione, proprio perchè sei in ascolto e hai intenzione seriamente di sostenermi. TU MI AMI. E mi doni la REALTA'  dell'amore che ho sempre sognato. Ho fiducia che riuscirò ad intraprendere per la prima volta questo percorso senza perderti, anzi, portandoti con me, se vorrai. Per quanto tu sia NUOVO ai discorsi che ogni tanto ti faccio, io so di volerti accanto, perchè non vi è mai stata sensazione più bella dentro di me che essere ME mescolata a TE. Le mie irritazioni sono dovute a sciocche paure...che svaniscono in una fiducia in ME incrollabile e definitiva. In una fiducia in TE incrollabile e definitiva. In una fiducia in NOI incrollabile e definitiva...

venerdì 11 luglio 2014

UNA STORIA SEMPLICE.

Avevo camminato e camminato e camminato.
I miei piedi sulla morbida alba
i miei piedi sul vellutato tramonto.
Le mie orme gentili
la mia ombra stanca.
Non avevo posto dove dormire
solo la voce per cantare
nessuna debole preoccupazione
e la forza di aspettare.
Mi offrirono una tenda
in cambio del mio canto.
Mi ritrovai a riposare in riva all'oceano
con gli occhi che si riempivano di luna piena
e altre voci che, cantando con me,
accesero un fuoco e sfamarono ogni mia solitudine.

DEL TUO MEGLIO.

PENSA AL TUO LAVORO. AL TUO LAVORO NEL MONDO.
PER QUANTO UMILE E DURO, TU PENSA A FARLO AL MEGLIO CHE PUOI.
A RAGIONE POTRAI ARRABBIARTI CON CHI NON FA BENE IL SUO ED ESSERGLI DI ESEMPIO.
MA DI SICURO METTERAI CAUSE COSI' BUONE NELLA TUA VITA, CHE IL MONDO TI FARA' INCONTRARE SEMPRE PIU' FREQUENTEMENTE PERSONE CHE, COME TE, FANNO DEL LORO MEGLIO PER RENDERE LE COSE PIU' FACILI E FELICI......PERSONE CHE VOGLIONO DIRE: "IO SCALERO' LE MONTAGNE PUR DI CAMBIARE E ARRIVARE IN CIMA." E TI PORTERANNO IN CIMA CON LORO.

mercoledì 2 luglio 2014

STRAPPO.

Ho un tale senso di repulsione
per le impurezze di chi si definisce colto
per la corruzione di chi lavora ai piani più alti del sistema
per la violenza di chi non ha il coraggio di cambiare le cose
per la piccola e grande menzogna
per il marciume dello Stato con la S maiuscola
e per lo stato con la s minuscola in cui chi è onesto è costretto a vivere.
Ho una nausea così muta
per chi usa le parole senza darvi un significato
per chi si approfitta dei più deboli pur lamentandosi dei più forti
per chi inventa spiegazioni senza guardarti negli occhi.
Ho un tale senso di impotenza
per tutto ciò che in questo paese viene nascosto
omesso
insabbiato
modificato
manipolato.
Ho un tale senso di repulsione, una nausea così muta, un tale senso di impotenza
per tutte queste cose
che davanti ad esse la mia anima procede testarda
ma la mia mano rifiuta di scriverne.
Ho un tale senso di repulsione, una nausea così muta, un tale senso di impotenza
per il tradimento di chi si diceva amico
che davanti a questo la mia mano rifiuta di scriverne
ma la mia anima procede strappata.


domenica 29 giugno 2014

Guardate indietro
solo per consentirvi un più rapido scatto in avanti
tanto non tornerete mai dove eravate, non nel modo in cui siete ora.
E' la certezza dell'evoluzione. 

sabato 28 giugno 2014

VIAGGIO NEL TEMPO.

Andava e veniva
la me del futuro prossimo.
Passava leggera
in una piccola porta intagliata nel tempo.
Entrava col chiarore dell'alba
truccata da Risveglio
o con il manto della notte
vestita da Sogno
E mi parlava sicura
dandomi tutta la saggezza
per  raggiungerla là, dove stava avanzando.
E mi abbracciava materna
rafforzando in me la determinazione
di vivere il presente
con spirito alto e occhi gioiosi.
Io ascoltavo.
Imparavo.
E vivendo,
prevedevo.



venerdì 20 giugno 2014

Mi preoccuperò di dire
Grazie
e soltanto Grazie
quando penserò
che aprirmi alla vita
è fatica.

domenica 15 giugno 2014

MOMENTI PREZIOSI.

Scese dal monte più alto
la bimba color dell'argento.
Scese senza veste alcuna
scivolando fino alla pianura.
Adamantina
lucente
nitida.
Così mi riportò l'anima
dopo averci a lungo pensato.
Tenace
salda
indomita.
Così me la ricucì indosso
dopo averla un pò rammendata.
Scese con scarpe di fango
la bimba senza pianto
Scese senza nessuna paura
lasciando ogni armatura.
Adamantino
lucente
nitido.
Così mi riconsegnò un sogno
dopo averlo tanto coccolato.
Tenace
salda
indomita.
Così realizzai il presente
salutando il passato.







sabato 14 giugno 2014

L'ULTIMO ABBAGLIO.

Erano lampi continui,
intermittenze cosmiche,
cielo arrabbiato
in notte che si illumina a giorno.
Nessun tuono
solo una tragedia di acqua e vento.
Erano lampi insistenti,
entravano fin dentro le case
spettacolo pericoloso
in notte senza sonno.
Nessun fiato 
solo occhi spalancati tra la polvere.
Fu in quell'istante elettrico
che gli uomini compresero.
Poteva finire così
quel pazzo mondo 
che li aveva ospitati.
Ma nessuno avrebbe perso davvero qualcosa
se avesse avuto il coraggio
di non smarrire se stesso.
Un ultimo abbaglio
qualche illusione infranta
e la nuova era cominciò.

martedì 10 giugno 2014

POCO SERIE SERIOSITA'.

Io la Notte, questa Notte me la bevo
...ci faccio un cocktail di Luna Sublime 

brilla di alcoliche Stelle, la scrivo...
se poi passasse Vento, con il Vento magari ballerei...
ma con la Mente che gironzola senza un senso, poco dopo il Cuore lo stuferei...
perchè a giocare con il Vento ci si distende, sì, in lungo e in largo...
ma non si arriva, credo, a praticare la Vita e si sta in Letargo.

lunedì 9 giugno 2014

PALESTRA SENSIBILE.

Allenatevi a sognare.
Un sogno nasce piccolo.
Un sogno si trasforma con il tempo.
Un sogno diventa realtà.
Voi siete il colore.
La vita è una tela bianca.
L'esperienza detta la forma.
L'universo dipinge.
Più deciso è il colore
più completa è l'esperienza
più il pittore sarà soddisfatto.
Più chiara sarà la forma del vostro sogno
più elementi avrà l'universo 
per lavorare alla sua 
perfetta realizzazione.
Allenatevi a sognare.
Allenatevi a trasformare.
Allenatevi alla realtà.
A come la volete.

giovedì 5 giugno 2014

Vedo farfalle nascere 
dalle foglie secche 
che ha lasciato l'inverno.
Vedo i tuoi occhi chiedere
come mute bocche
il mio abbraccio eterno.



mercoledì 28 maggio 2014

ATTO DI FEDE.

Anche con i piedi nel fango
rinasco
ringiovanisco
e sempre cresco.
Sono un fiore
dai petali infiniti,
una corolla bagnata
da pensieri dorati.
Il mio è un rinnovamento perpetuo
e non mi lascio il tempo 
per appassire
mai.









sabato 24 maggio 2014

UMANITA'.

Quando ho visto nei tuoi occhi la gioia,
ho voluto che fosse per me da sprone
la tua felicità.
Quando ti ho accolto nel pianto,
ho sentito tra le mie braccia
tutta la tua forza.
Quando ti ho incontrato sui sentieri del dubbio
ho appreso da te
la determinazione.
Entrambi cerchiamo un nostro profumo,
quella fragranza interna
che rende il nostro centro parte del tutto.
Entrambi transitiamo in questa vita
attratti dalla verità.



lunedì 19 maggio 2014

RESISTENZA.

Voglio tenere alta la mia piccola bandiera.
E farle onore.
Il mio braccio è forte
le onde sono immense.
Il mio sguardo è illimitato
il vento è insistente.
Bellicosa l'acqua di questo mare.
Eppure sono io, minuscola, che sommergo lei.



venerdì 16 maggio 2014

Faccio di me un santuario dorato, un tempio di pace.
Non sono fuori dal tempo.
Non scappo fuori dal mondo.
Mi accomodo.
Qui.
Ora.

IO SCRIVO.

Mi chiedo cosa vuoi, disperazione.
Tu sei muta.
Nemmeno le lacrime ti traducono
rompendo gli argini degli occhi.
Trasformi in pietra
le mani
rendi pungenti i pensieri
amare le parole
e frequenti i sospiri.
Vuoi forse che perdano voce le mie emozioni.
Io sono amazzone fiera.
Non temo la lotta che scateni
stringendo i petali delle labbra.
Esistono ombre tra i pensieri
e sembrano vuote le mani
affannati i sospiri
confuse le parole.
Ogni giorno istruisco il respiro
a preferire una libera vita
al tuo carcere di ostinato silenzio.
E governo ancora la china
su ogni foglio bianco
come planasse il mio dolore
su dolci pianure.


lunedì 12 maggio 2014

L'INCANTO E IL RITORNO.


Entrerò in una danza sottile e leggera
Tra le tue trasparenze.
E sarò di terra vestita
Così che tu possa scavarmi a fondo.
Saranno, le mie,
Gambe impazzite
Come nastri nel vento
Voleranno sui tuoi pavimenti di cristallo
Così da solleticarti nell’attesa.
Sarà, il mio,                 
Un ventre libero
Come pesce nell’acqua
Scivolerà tra le tue tende
Così da predisporti alla pesca.
Il mio corpo sembrerà un violino
Ali piumate lo suoneranno
Al centro della tua più intima stanza.
Rimarrò un poco elevata
In questa sospensione
Fino a ri-modellarmi
Composta
Nel tuo abbraccio.

MISSIONE INDACO. ( ai Signori Bambini.)

Siamo arrivati 
per scelta.
Abbiamo afferrato la scia delle stelle
e siamo caduti
a piedi piccoli sul mondo.
Abbiamo aperto gli occhi molto prima
abbiamo visto oltre l'orizzonte.
Siamo arrivati.
Consapevoli.
Abbiamo srotolato l'indaco dal petto
e ci siamo alzati
a piedi nudi sul mondo.
Sappiamo ascoltare molto di più
poichè sentiamo ciò che il rumore nasconde.
Siamo i Signori Bambini
e siamo arrivati.
Per portarvi in mano
la fotografia dimenticata
del vostro arcobaleno.
Per colorare la vostra memoria adulta.
E addormentarvi infine
nell'incanto del vostro primordiale sorriso.



QUEL CHE NON HO FATTO.

Non ho bendato gli occhi ai miei demoni.
Ho creduto fosse meglio vestirmi di luce
perchè potessero abbassare lo sguardo
sorpresi dal mio brillare.
Non ho tolto il sonoro alle loro voci.
Ho creduto fosse meglio cantare 
perchè potessero abbassare i toni
armonizzandosi a me.
Non ho tentato di sfuggire al loro inseguimento.
Li ho trascinati ridendo
in una folle corsa
perchè stremati si arrendessero
davanti alla mia testarda volontà
di trasformarli in vita.

domenica 11 maggio 2014

LA FIABA DI FRANCESCA. ( per la disegnatrice Francesca Popolizio. )



C’era una volta una piccola camera oscura, nel buio della memoria, nel chissà dove irrazionale, dove gli incubi di una bambina,  venivano sciolti in liquido da una donna e fissati poi dalle sue due mani leggere nella forma solida e asciutta del disegno.
C’erano in quelle creazioni evanescenti, mille e mille sentieri a perdersi tra qualche radice di albero, un lupo cattivo e la perturbante idea che sarebbe stato  difficile tornare a casa.
C’erano ancora le lacrime grigie dell’infanzia, i labirinti in blu di Prussia, la sensazione ocra della fame, del capriccio, dell’abbandono e il cerchio spiacevole della solitudine.
C’erano scale di carta e ringhiere di matita; l’illusione di una casa dopo avere percorso tanto bosco e ancora il timore di perdersi; c’era la volontà di galleggiare in acque vorticose o di scoprire qualche squarcio di sereno in uno spoglio autunno crepuscolare.
C’erano una volta due mani leggere di  donna, le dita come ali a volare a ritroso in un tempo di carta e una bambina in cerca di una fiaba che la aiutasse a mescolare la fantasia rosa-azzurra, con la ruggine dei pensieri spaventosi. Così, in penombra, in quel mondo di mezzo che era la piccola camera oscura, strato su strato, le mani di donna tentarono di armonizzare ad arte i frammenti di inconscio in china, nella adulta rielaborazione degli impulsi primitivi ed irrazionali che una bambina le suggeriva.
E fu antica magia, quella di riuscire a catturare le ombre che turbano il sogno d’infanzia , di donare loro un colore, di racchiuderle definitivamente in un tratto, di cucirle a fiaba, così da esorcizzarne la paura o renderla stra-ordinaria.
Fu il più puntuale degli incontri, quello che diede voce, tramite due mani, ad una donna ormai cresciuta e alla sua bambina interiore, in quel “c’era una volta” continuo che attinge inchiostro dall’ inconscio e lascia in fiaba e disegno tracce di sè.

RIVELAZIONE (...sottotesto della mostra fotografica TRANSITI presso la Galleria Terrain Vague. )



ATTO I. LA CRISI        
Urlo.
E con voce sola
Mi riempio le orecchie.
Note dolenti.
Con musica di rabbia
Mi Svuoto il cuore.

ATTO II. LA RIBELLIONE.
In un gesto deciso,
l’azione
Che mi libera.
Strappo i capelli
Tolgo la maschera
Voglio essere ciò che sono.
Voglio spogli-amarmi.

ATTO III. LA TRANSIZIONE.
Rimango immobile.
Un attimo soltanto.
Salire le scale
È fatica
Scendersi dentro
È fatica.
Sono quasi nuda.
E’ delicato.
Sono quasi vera.
E’ prezioso.

ATTO IV. LA RI-VELATA SOLUZIONE.
Eccomi,
mondo,
lascio che tu mi veda.
Nel silenzio torna
Il battito del mio cuore.
In questa rivel-azione
Abbandono ogni finzione.




venerdì 9 maggio 2014

Talvolta sono io sola che mi porto in cielo come fossi luna.

RALLEGRAMENTI DAL DESTINO.

Mi porta fiori
Il mio destino
truccato da Pierrot.
Mi dice che ho avuto coraggio.
Il coraggio di sognare.
il coraggio di svegliarmi confusa.
il coraggio di dimenticare.
il coraggio di ricordare.
Mi applaude
il mio destino
vestito da Arlecchino.
E' allegro perchè ho avuto pazienza.
La pazienza di aspettare
la pazienza di cadere in una buca e uscire.
La pazienza di arrabbiarmi.
La pazienza di calmarmi.
E infine mi abbraccia.
mi incontra negli occhi,
senza maschera alcuna.
E mi proclama vincente.
Persino in mezzo al nulla 
in me non ha visto resa.
E davanti alla montagna più alta
non ha assistito alla mia fuga.




giovedì 8 maggio 2014

AUGURIO ESSENZIALE.

Ti invadano
lucciole di allegria
perchè non voglio per te una notte scura.
E' il momento di correre.
Ti rapisca
un folle pensiero
perchè non voglio di te lucide banalità.
E' il momento di saltare.
Le tue sono impronte a colori
c'è chi le seguirà.





























































































































































































mercoledì 7 maggio 2014

BLU.

Penso che tengo la tua mano.
In mezzo al nulla tengo la tua mano.
Vedo che raccogli il mio silenzio.
In mezzo al frastuono raccogli il mio silenzio.
Ed è dal tuo sguardo che parto
quando vado alla ricerca di un senso.
E' al tuo sguardo che torno
dopo aver camminato da sola.
Sento, tra tutte le cose che sento,
la più pura delle emozioni.
E riguarda te.
E riguarda me.






martedì 6 maggio 2014

TRA ME E ME.

E se non troverò un posto
dove approdare
cercherò di fare di me il miglior posto dove stare.
E se non vedrò la pace
fuori dalle mie finestre
cercherò la pace dentro al fondo dei miei occhi.
Coerente
dall'inizio alla fine
affronterò quel che va affrontato
talvolta con gocce di tenerezza,
ma sempre con spirito indomabile e fiero.

lunedì 5 maggio 2014

LA PIU' ABILE MAESTRA.

Ricordo una donna
senza le orecchie
senza parole.
Dalle sue mani
che incontrano l'aria
ho ascoltato
mille e mille storie
danzando tra un suo dito e l'altro.
Ho memoria di un bambino
dagli occhi sempre chiusi
i passi spesso incerti.
Oltre il buio
custodito tra le sue ciglia
l'ho scoperto leggere la musica
guidato dal talento dell'anima
suonando il mondo come strumento.
Penso alla Speranza,
senza parole
ad occhi sempre chiusi.
Quando non ho più orecchie
se i miei passi diventano incerti,
la riconosco ancora 
a danzare tra un mio dito e l'altro.
Quando le mie mani stringono solo aria
e nel buio non posso vedere
la sento capace
di vibrare le corde dell'anima per chiamarmi.
E tutto ciò che ricordo
tutto ciò di cui ho memoria
è che l'ho scelta
come la più abile maestra
a dare sempre nuova forma
ai miei limiti.












sabato 3 maggio 2014

DIALOGO TRA UNA TESTONA E IL SUO CUORE. da "Gastronomia di una donna in scatola" ed. Delirium.



Poteva essere la fine di tutto, invece non è altro
che il mio nuovo inizio.
Lo so fare, lo so fare, mettermi
sdraiata su un fianco e provare per un attimo,
ricominciare a respirare, fuori dall’isola che è il
mio grande letto, oltre le vele mie piumose e
lenzuolose, oltrepassando le pareti della mia
scatola orizzonte.
Mi riapproprio del piacere della pazienza e, di
mattina, la bevo come fosse caffè, preparando
la mia prima vera colazione.
Mentre gli occhi mi si chiudono, stanotte è
stata l’ultima grande fatica, mi riscopro
completamente sveglia.
Lo so fare, lo so fare davvero, si
liquefanno tutti i personaggi di questo mio
strano e delirante spettacolo, lasciano
pozzanghere di memoria che si asciugheranno
con la calma della mia nuova primavera
invernale.Rimango immobile ed immobile non sono più,
rapisco quell’ultimo nastro di fantasia che esce
a stendersi fuori dalla mia mente,
sgarbugliandomi dagli ultimi sogni, dagli
ultimi incubi; senza valigia alcuna adesso parto
davvero.
Io sono la mia valigia.
Io sono il mio treno.
Io sono la mia energia, purissima e colorata; e
mi lascio disperdere per riprendere il fiato che
mi è mancato in tutto questo periodo confuso.
Adesso, trasparente, mi vedo addormentata,
sdraiata sempre sul fianco, per facilitarmi
l’uscita da me, sono il mio migliore aiuto, la
mano che mi accompagna, l’acqua che viene a
dissetarmi, il nutrimento che mi rigenera.
Il resto è aria e finalmente la respiro.
Danzo senza confini corporei nel bel mezzo di
un invisibile universo.
In questo sogno lucido indosso il frac e un
altissimo cappello a cilindro.
Mi faccio spazio tra le stelle, mentre la luna
culla per una attimo il mio delirio e mi
allontana da scatole, frigoriferi, presenze ed
assenze.
Ho portato con me un grosso secchio, un lungo
pennello e molta densa vernice colorata.
Intorno, lo spazio buio sarà la mia tela.
Decido che ritmo dare a tutto il mio dolore.
Pompo il volume al massimo e comincio a
dipingere danzando, stando attenta a non
perdere il cilindro, che certe sorprese razionali
non devono sbucare fuori come conigli.
La magia sono io.
L’arte contemporanea dei miei movimenti è
uno schizzo di vertigini, mentre le acrobazie
del mio corpo non si curano di forme statiche
ma danno libero sfogo al contorcersi lieve delle
mie interiora.
Non c’è nessuno in grado di sentire la mia
improvvisa pittura?
Non c’è nessuno che mi ama?
L’eco della mia voce ha labbra carnose e
morbide e mi accoglie alitando ricordi di sogni
antichi, mischia le lettere delle mie passate
parole e sussurra

- Vieni qui, entrami dentro, hai già scavato
abbastanza.

Senza perdere l’ispirazione, mi infilo in quella
bocca e tinteggio i denti di bianco e nero, come
fossero un pianoforte a coda, smetto di
chiedermi a cosa mi serviranno tutte queste
abbuffate di pensieri e suono la gola,
verniciandola con forme di farfalla.
Non c’è nessuno in grado di comprendere che,
con il frac della festa, sono solo alla ricerca
delle mie ali?
Non c’è nessuno che mi ama?
Nella faringe di questo viaggio la mia voce
rimbomba ancora, ma non smetto di danzare,
non smetto di fluire assieme alla vernice e non
ha importanza che aspetto avrà questo mio
quadro finale.
Perché io sono la mia pittrice preferita.
Scendo all’interno e sempre più giù e mi
accorgo che a guidarmi è soltanto il cuore, che
urla il mio nome registrandosi dentro un
grammofono.
Abbassa la musica e in sottofondo canta
cucendomi una nuova strada da percorrere con
note leggerissime.
"Mi hai scoperto, fatto innamorare, portato a
ballare, battiti e ribattiti senza ragione ma con
tanto sentimento, poi mi hai cucinato, lasciato
bruciare, nascosto in un frigorifero, tritato
come fossi ghiaccio, vestito e spogliato, girato
e rigirato, rammendato, rattoppato, stufato e
lasciato perdere in un rotolare impazzito,
dimenticato, poi ritrovato, in preda ad un raptus
e alla gelosia mi hai rapito, tenuto segregato
nello stomaco, a digiuno, con un bavaglio a
trattenere le mie pulsazioni. Hai chiesto poco a
poco un riscatto, scrivendo mille e mille parole
rovesciate e di senso ormai compiuto, sicura
come Penelope, tela che disfavi e ridisfavi,
notti e giorni a tenermi sulle spine, mi hai
trascinato bendato al centro di una piazza e lì
mi hai definitivamente scoperto coprendomicon la frase più vera che tu abbia mai avuto il
coraggio di dire. In questa tua irriverenza, mi
hai trasportato davanti ad un palazzo di vetro e
mi hai lanciato contro quelle pareti con
violenza e con le braccia del dolore; ed io, un
po’ ciancicato ho fatto il mio dovere, ciò che
tu, minacciosa, arrabbiata e severa, mia dolce
carceriera, avevi comandato.
Ma ti amo troppo, non riesco a stare più
lontano da te nemmeno un minuto specie ora
che ho visto il mare che sei e la grotta che sei,
specie ora che stai nascendo di nuovo, per
questo ritorno come un boomerang nel tuo
petto e spalanco le porte per farti entrare, sei
così bella con il tuo frac, così onesta con
pennello e vernice, che non riesco più a fare a
meno di te, della tua carezza, della tua gioia,
della tua tristezza."
Intorpidita e incredula, ci riprovo a tornare
indietro, per paura forse, e allora lo domando di
nuovo, in carta bollata, facendo una
raccomandata con ricevuta di ritorno.

Non c’è nessuno che mi ama?

Il cuore, di nuovo, risponde.
"Io ti amo, ti ho sempre amata, nelle morti della
vita, nei risvegli dell’anima, nel pianto degli
occhi, nei fuochi dei deserti, volando nei cieli
di carta o scendendo nelle viscere della
terra,quando i tuoi pavimenti cedevano.
Io ti amo, e del mio amore, ti ho preparato una
festa.
Vieni qui, entrami dentro, hai già scavato
abbastanza.
Io sono la tua casa
Io sono la tua valigia
Io sono la tua stazione
La tua partenza e il tuo arrivo
Io sono il tuo treno
Il tuo aereo
La tua nave
Il tuo amante ritrovato e mai veramente perduto
Il tuo paio di guanti bianco e di pizzo
Perché
tu sei la mia casa
tu sei la mia valigia
tu sei la mia stazione
la mia partenza e il mio arrivo
tu sei il mio treno
il mio aereo
la mia nave
la mia amante ritrovata e mai veramente
perduta
il mio paio di guanti di pelle e lana.
Principessa,
io sono il tuo principe.
Vieni qui, entrami dentro, che hai già scavato
abbastanza."
La porta del mio cuore è uno specchio.
Mi guardo benebenebene,
arrivati a questo punto.
Bentrovata, mi dico e mi ammiro l’ultima
volta, sistemandomi il vestito e indossando i
guanti bianchi di pizzo, come moderna e
cresciuta Alice, mi lascio fondere con il mio
riflesso e partecipo alla festa che il mio amante
ha organizzato per il mio ritorno.




martedì 29 aprile 2014

LA FELICITA' E' LA CAUSA.

Sotto una pioggia battente
ho bussato alla porta.
Non mi ha aperto nessuno.
Sotto una bufera che spezzava gli occhi
sono rimasta ferma
senza voce
bussando ancora.
Non mi ha aperto nessuno.
Volevo risposte 
senza sapere fare domande.
Ma continuavo a bussare.

E' passata una donna
sotto l'ombrello.
Una donna identica a me.

Mi ha preso le mani tra le sue mani.
Mi ha stretto il viso contro il suo viso.
Mi ha pescato la luce ultima rimasta in fondo al mio sguardo
con la rete del suo sorriso.

Ha detto, calma e serena :
" La felicità è la causa, non l'effetto."
Poi è svanita come la pioggia, come la bufera.

Ho ripetuto con voce calma, serena :
" La felicità è la causa, non l'effetto."

Davanti a me non una sola porta si è spalancata, ma dieci, cento, mille, all'infinito.

Facciamo spesso cose per essere felici. E dimentichiamo che il segreto per spalancare la nostra vita è essere felici nel fare le cose. Le nostre splendide, difficili, piccole, grandi cose. DA CAUSE FELICI, NASCONO OCCASIONI FELICI.