giovedì 19 dicembre 2013

ARPEGGIO DI LUCE ( a Tiziano...mancherai. )

Adesso che la musica si è fermata,
mi prendo un momento,
un respiro di silenzio
e tutto per te.
Accendo un ricordo
come una candela in un angolo buio.
Ti giro e rigiro
nella telecamera dei miei occhi.
Cammini fuori dalla vita
arpeggiando i passi su un pentagramma.
Lasci orme come note.
E non ti volti indietro.
Con un sorriso bagnato
ti abbraccio.
Suoni il tuo ultimo saluto.
Ascolto,
all'infinito,
ti ascolto.

venerdì 13 dicembre 2013

ARIGATO ZAISHO. ( Grazie, Illusione )

E si sollevarono i Rami del fitto Bosco
come veli leggeri su per la Montagna
e mi fecero passare.
Non dimenticai un solo istante di cantare:

Arigato zaisho!
Grazie Illusione!
Senza di te, non avrei intrapreso il cammino.
Caduto l'inganno, scomparsa tu, mi si è rivelata la Vera essenza delle Cose.

Tornai tra le pianure, tra la gente,
disillusa, sì, ma ancora più forte e lucida.
Sorridendo non dimenticai di cantare ancora:

Arigato zaisho!
Grazie Illusione!
Senza di te, non avrei intrapreso il cammino.
Caduto l'inganno, scomparsa tu, mi si è rivelata la Vera essenza delle Cose.


DIALOGO CON LA COLLERA. (...a tutti coloro che, quando si arrabbiano, come la REGINA di ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, perdono le STAFFE )


Sei giunta, infine, sconquassando le mie membra
pericolosa,
distruttiva,
incendiaria.
Ma io, questa volta,
ti invito,
Collera,
siediti accanto a me.
Ti osservo, muta
e so che vuoi mangiarmi l'anima.
Placa la tua fame,
conversa con me.
Voglio ascoltare le tue ragioni
che la ragione mia, da te così spaventata, non conosce.
Ti sono curatrice,
io, proprio io, così ferita ed umiliata,
ti tengo per mano
per non lasciarmi andare con te dentro al fuoco che divampa.
Ti sono guaritrice,
io, proprio io, così esasperata ed irritata con più di qualcosa e più di qualcuno,
ti tengo per i piedi
per non fuggire con te
nel buco profondo
dello strazio emotivo.
Sono selvaggia,io
più selvaggia di te:
per questo ti esploro, poi, con calma, ti imploro.

Mi hanno mancato di rispetto?Sì.
Mi hanno torturata? Sì.
Mi hanno costretta a farmi la guerra? Sì.
E in guerra più volte ad imprigionarmi? Sì.

Da quella prigione nasci tu.
Da quella prigione ti incontro io.
Ti osservo muta, so che vuoi mangiarmi l'anima.
Placa la tua fame e conversa con me.
Ti do un'occasione e la do a me:
avrò parole di Pace.
Tu mi offrirai il dono della Trasformazione,
io ti regalerò la forza della Pazienza.
Dal nostro confronto
partoriremo luce nuova
e nascerà di sicuro qualcosa di buono.
La ferita, l'umiliazione, l'esasperazione, l'irritazione.
La tortura, la guerra, la prigione.
Non saremo più complici piromani dell'ennesimo e terribile incendio.
Non spargeremo più cenere sopra la cenere.
Impareremo ad accordarci, io e te.
Ti illuminerò, io.
Mi calmerai, tu.

Farò con te un'esperienza creativa.

Non posso sfuggire alla mia storia.
Non posso sfuggire la vista delle cicatrici sul mio corpo.

Ma, se ti lascio sedere accanto a me e ti ascolto,
posso imparare a proseguire sulla mia strada.
E anche se nulla sarà più perfetto,
so che dentro al tutto starò comunque bene.
Se tornerai poi a farmi visita, riconoscendoti ti dirò:
ti invito,
Collera,
siediti accanto a me.