venerdì 8 novembre 2013

CONCERTO EMOTIVO.

La Rabbia tuona : rimbombano i tamburi delle nuvole grigie.
Il Dolore poi scroscia : un acquazzone, improvviso, nel centro di una piazza.
La Tristezza si ricompone in scale in La minore : un violino, solo, in una stanza grande e vuota.
La Malinconia scricchiola piano piano : si appiccicano cumuli di foglie secche sotto scarpe nuove.
L'Allegria accenna dolci tintinnii : sono mille cucchiai d'oro su bicchieri di fragile cristallo.
La Gioia esplode in festa di campane : abbracci di percussioni, armonie di cembali e sottofondo di trombe.

Dopo tanto ascolto, dopo tante emozioni, mi siedo. Applaudo.

La Vita non ha uno strumento soltanto, la sua è un'orchestra infinita di Rumori che diventano Suoni e di Suoni che sembrano Rumori.
Mi accorgo però, che il suo concerto dipende moltissimo da come noi impostiamo il nostro canto.

E per la prima volta, comprendo il mio Silenzio senza Suono. Lo lascio avvolgermi e sento che la Vita mi risponde in Musica.
Per la prima volta mi sorprendo Felice. E sento che la Felicità che in me dimora, quando arriva per restare, non fa Nessun Rumore.
Suona quel mio Silenzio e lo rende Libero.