venerdì 26 aprile 2013

FESTA DELLA LIBERAZIONE.

Quello di cui forse perdiamo più volte memoria nel traffico rumoroso di questa vita terrena è il Valore non quantificabile del nostro Respiro. E la possibilità infinita che racchiude il prendere contatto con noi stessi per conoscere, proprio respirando, i nostri Talenti.
Siamo calpestati come fossimo strade da Tempi che non sono mai completamente i nostri. Ci sono semafori  Verde speranza poi il Rosso del sangue, ipnotiche luci che ci impongono punti di partenza e improvvisi stop vitali, e l'Arancione che ci sta in mezzo è un attimo di improvvisa incertezza, un'attesa che non ha sapore, perchè non abbiamo scelto noi di aspettare.
Così, anche le strisce pedonali, quel piacere di vedere gli altri che ci attraversano,si scoloriscono, non ci rallentano, e ci ritroviamo alla fine di viaggi che sono gabbie di spazio e ci lasciano senza fiato: non ci sappiamo raccontare, come se davvero non avessimo niente da dire e ci appropriamo di vocabolari di altri, dettati imperfetti sulla pagina del nostro essere più vero. Ci alleniamo a  riempirci la mente con i rumori che soffocano il cuore, perchè, acceso il motore del nuovo giorno, già sappiamo che la nostra migliore abitudine è quella di recitare un ruolo anche se non è cucito su misura per noi, per altro in uno spettacolo che non ci interessa. E dove si è smarrita la Splendida Adrenalinica Esperienza di essere Registi della nostra Vita?...in quale armadio l'abbiamo svogliatamente appesa?...dove ci siamo appesi noi, dove abbiamo piegato quello per cui siamo venuti in questo mondo, credendo ciecamente di continuare a guidarci?
Ed ecco perchè, quando i semafori si rompono, quando l'asfalto diventa umido e scivoloso, quando i clacson intorno suonano la folle musica della fretta, quando l'imprevisto si fa sabbia negli occhi, sentiamo IL DOLORE. STOP,LAVORI IN CORSO , come un cartello sbiadito per inattese parole di gomma, ci costringe a bloccarci.
Quel dolore in realtà ci ha pizzicato il cuore più volte, ma sembra coglierci impreparati: causa INCIDENTI DI PERCORSO, che ci acciaccano anima e corpo. Per cultura, veniamo trasportati dal carrozziere, rimaniamo posteggiati lì a lungo per farci sistemare a caro prezzo, i meccanici della psichiatria ci imbottono gli interni di pillole per un Risveglio che forse non avverrà mai, perchè le pillole creano la rimozione di  quel problema primo che storditi e lucidati a nuovo, non avremo più capacità di vedere. E pensare che abbiamo solo bisogno di essere ascoltati.
Tutto ricomincia così daccapo, senza Talento e senza Respiro, fino al prossimo STOP. Fino al prossimo DOLORE.
Oggi, invece, vorrei vedervi celebrare la vostra Personale Festa della Liberazione, mettendomi l'abito del vigile  della vostra Urbanità, dirigendo la confusione che ci accomuna, senza fischietti fastidiosi, ma pur sempre fischiettando.
Benvenuti fuori dal TRAFFICO.
Siete una moltitudine di infinita energia. Passerete attraverso un corpo ritrovato per recuperarvi l'anima.
Benvenuti.
Vi faccio accomodare sopra un prato.
Sedetevi. Lasciatevi riposare.
Accarezzatevi, le vostre sono mani che possono sciogliere ogni rigidità. Sdraiatevi, la vostra schiena chiede il contatto con la terra. Concimatela con quello che siete davvero, la terra vi risponderà. Dove siete stati cresceranno fiori e frutti. Se poi vi avvicinerete gli uni agli altri, vi comprenderete senza bisogno di musica o parole. Perchè ciò di cui vi riapproprierete sarà il vostro suono interiore che si amplificherà tutto intorno, assieme al suono degli altri. Il vostro Tempo sarà infinito, il vostro Spazio lo disegnerà il vostro sguardo, nascosto dietro occhi chiusi. Non farete caso ai semafori. Vi attraverserete completamente, niente vi investirà più di voi stessi.
E ricomincerete a respirare.
Ricorderete cosa davvero vi piace fare, quale è la macchina che amate guidare e quale è la strada migliore da solcare.
Avrete un ritmo. E mentre con l'anima scoprirete la calma, con il corpo comincerete a ballare su questa vita, senza la spiacevole sensazione di essere movimento stonato. Ogni cosa intorno si accorderà con voi, non sarete nè in anticipo, nè in ritardo, SARETE nel FLUSSO che non si interrompe e FLUIRETE.
Avrete la sensazione di ricordare come ci si lascia andare,  voi soli stabilirete quando accelerare e quando rallentare, quando dire o tacere, quando toccare e farvi toccare da ciò che vi circonda. Da chi vi circonda. Fermatevi in mezzo agli alberi, saltellate in mezzo ai fiori e tuffatevi nel fiume.Ricorderete come ogni dolore improvviso può trasformarsi in medicina, come ogni gioia può penetrarvi talmente in profondità da diventare benzina per tutti i vostri cinque sensi.
Passando per boschi dove filtra poca luce, ricomincerete ad annusare, a guardare, a pulsare insieme al centro della terra. Quando farete ritorno al vostro caos cittadino, riscoprirete la meraviglia di riaccompagnarvi a casa.
E, una volta a casa, alzerete gli occhi al cielo e vi meraviglierete della Luna, delle stelle. Vi ricorderete la vostra intima natura.
Smetterete di recitare e metterete all'opera chi veramente volete essere.
COSI' SARETE LIBERI. 
E, trovandoci, festeggeremo insieme la FESTA DELLA NOSTRA LIBERAZIONE.
Auguri. RESPIRATE.



lunedì 22 aprile 2013

DUE.

Si avvicinò a me, l'Amore.
La voce azzurra, la decisione gialla
e un filo rosso
tra il mio orecchio sensibile
e il mio cuore aperto.
Osò resistere alla confusione:
tutta intorno schizzava la guerra
in  bombe di colori.
Sopra la testa cadeva la pioggia 
in pasticcio di erba.
Ruotai il corpo danzando
e in un istante
me lo trovai davanti.
Non ebbi esitazione
solo un lieve tremore di gambe.
Non mi persi di vista
ma sciolsi i miei nodi
affidandomi al suo respiro.
Fu perchè mi chiamò per nome
che aprii le mie labbra e gli risposi.
Fu perchè mi mostrò il suo dolore
che appoggiai i miei occhi dentro ai suoi.
Restammo immobili e calmi
in mezzo al tutto
poi camminammo dove non esiste Tempo
dove è infinito lo Spazio.
Fu perchè mi toccò le mani
che lo lasciai penetrarmi l'anima.
Fu perchè non aveva fretta
che gli mostrai le mie soffitte.
Osò sporcarsi con la mia polvere
non lo fermarono i miei lucchetti
avanzò oltre le mie porte più segrete.
Con la dolcezza di un bambino
scoprì ogni mio tesoro.
Con la saggezza di una guida
mi accompagnò dove non mi ero mai esplorata.
Con la leggerezza di una musica
addormentò le mie paure.
Con la concretezza di un uomo
mi mostrò quanta Luce esista in un Dolore.
Infine mi rese Parte del Tutto 
risvegliandomi la Vita.






venerdì 19 aprile 2013

UP-RISE-ON.

Quando viviamo un cambiamento importante, spesso ci ritroviamo a mettere in fila parole sotto forma di PREGHIERA.
Non importa che tipo di PREGHIERA sia.
Quello che conta è che, in quell'istante di raccoglimento, non ci fermiamo ad attendere il miracolo, come se le  
risposte fossero al di fuori di noi.
I MIRACOLI esistono, sì, come le MAGIE.
Ma la preghiera fondamentale è quella che rivolgiamo al nostro IO più PROFONDO e VERO, per attivare ogni nostro nervo, ogni nostro neurone, ogni nostra cellula a determinare quel cambiamento.
Così tesi e predisposti all'UNIVERSO delle POSSIBILITA', ciò di cui abbiamo bisogno ci verrà incontro, la soluzione ad ogni dubbio sarà a portata di mano. Ce la metteremo in tasca sorridendo e ci sorprenderemo a dire GRAZIE di ESSERCI STATI di AIUTO, di ESSERCI ASCOLTATI. E il CAMBIAMENTO si concretizzerà.

LA MEDICINA DA SOMMINISTRARE IN CASO DI CERVELLO MONELLO.

La sottoscritta ha avuto un pessimo risveglio questa mattina.
Dichiara che, aprendo le palpebre al nuovo giorno, peraltro con un raggio di sole insistente che le solleticava una pupilla e le provocava lacrimazione molesta, ha sentito una serie di fastidiosi rumoretti provenienti dalla scatola cranica.
Fosse stata una sola voce ad uscire come amplificata dalle conchiglie delle orecchie, a sbucare improvvisa a sbuffo dai tunnel nariciosi e un pò caccolosi del naso: forse, e dico forse, avrebbe anche saputo zittirla velocemente, annegandola nel caffè assieme ai biscotti.
Invece, la voce si è unita ad altre in un coro, pure stonato, perchè ognuna era intenzionata capricciosamente a fare da solista e a cantare come special guest star il lamento in note di ciascun pensiero del cervello compositore.
Tutto ciò ha provocato nel corpo una grande confusione: gli occhi hanno cominciato a scioperare, mettendo le ciglia a picchettare le guance, così da non potersi spalancare e non interrompere il sonno, che nel frattempo, gironzolava tranquillo per le arterie di gambe e braccia, impedendo la circolazione dell'intento, bloccando lo scatto gioioso del movimento.
Lo stomaco, generalmente pronto a spalancarsi per primo al cinguettio mattutino degli uccelli, tanto da brontolare insistentemente fino al momento dolcissimo della colazione, ha chiuso per ferie, per mancanza di stimoli dovuta alla terribile interpretazione in chiave moderna di "BENVENUTA PREOCCUPAZIONE, SARAI TU AL DI SOPRA DI TUTTO.".
Il cuore è stato poi imbavagliato e bendato dalla mente, così da non poter intervenire a riequilibrare l'orchestra paranoica delle voci dirette dal cervello. L'istinto si è reso latitante e senza preavviso.
Mi sono lasciata sconquassare un pò tra le lenzuola, converrete con me che il sole è bellissimo, e averlo dentro è una grande fortuna, ma le cose là fuori, non sono certamente semplici. Quando non scoppiano bombe vere, le bombe su di noi le getta la crisi attuale e attenta alla nostra naturale leggerezza, alla nostra propensione alla positività : invece di spronarci, poverini noi, sequestriamo il nostro senso pratico e preferiamo scegliere come alleato la negatività, la svogliatezza e in altri casi, la vera e propria depressione, dimenticando che noi siamo nati per essere FELICI.
Dicevo, mi sono lasciata sconquassare un pò tra le lenzuola, fino a quando i miei piedi hanno cominciato a ribellarsi alla solfa del cervello. Si sono organizzati insieme alle mani e hanno preparato un piano. Le mani, avrebbero dovuto rompere le barriere frangiose degli occhi e spegnere immediatamente cellulari, computer, televisioni e tutto ciò che poteva aumentare il volume del coro stonato di voci. I piedi intanto mi avrebbero messa dritta, si sarebbero infilati nelle scarpe e avrebbero cominciato a tirarmi fuori dalla porta di casa. Una volta raggiunto il primo obiettivo, le mani avrebbero staccato la testa dal collo, aperto la scatola cranica, messo il cervello al guinzaglio, ancora bello pimpante a dirigere il suo coro prediletto, e l'avrebbero portato a fare due passi in mezzo al verde.
I piedi avrebbero riattivato così il traffico di intento e movimento nelle gambe e nelle braccia, e avrebbero condotto tutta la me stessa fisica tra gli alberi, nel silenzio.
Tra macchine e smog, il cervello ancora ha espresso preoccupazioni all'aria aperta, diffondendo la sua musica nel vento, che poggiandosi sulle mie spalle, le ha appesantite, ringobbendomi. E' stato il colore del cielo, varcato il cancello di un giardino, che ha obbligato la mente a liberare il cuore: quest'ultimo ha cominciato ad avanzare con il suo battito in direzione ostinata e contraria al vento, ed è stato  il colore verde delle piante, la MADRE NATURA, che lo ha accolto offrendogli strumenti SACRI di PACE, per suonare una musica che sovrastasse le voci lamentose. 
Il cervello, stizzito, ha provato a divincolarsi e a togliere il guinzaglio. Di fatto, però, io lo stavo nuovamente governando e con l'istinto, tornato a sorpresa, stavo armonizzando il suo concerto INSENSIBILE con archi di calma.
Arrivata in cima alla collina, l'ho liberarato.
Stupito, il monello, non è fuggito. Mi si è seduto di fianco ed è rimasto ipnotizzato dal battitempo del cuore. Si è lasciato curare dalla MEDICINA VERDE che lo circondava e ha imparato che a volte il SILENZIO si INTONA di più con il tutto ed è necessario per fornire ottime interpretazioni musicali alle opere sulle preoccupazioni.
Siamo rimasti un pò così, io e lui, tanto per fare la Pace.
Lo stomaco ha ricominciato a brontolare, ce ne siamo tornati a casa e ci siamo rimessi al lavoro, io, il mio cervello, il cuore, l'istinto e il corpo, tutti insieme. In fondo, se collaboriamo, siamo una grande squadra.


mercoledì 17 aprile 2013

INDICAZIONI LUMINOSE.


E' quando siamo messi alla prova che dobbiamo continuare a camminare in mezzo ai nostri boschi, senza smettere di cantare. Mentre attraversiamo l'Oscurità, la Luce della Vita ci viene Spudoratamente incontro. Filtra insistente , scioglie i Nodi, dissolve il Dubbio, rende cieca la Paura. Ci offre Liane Naturali cui ci possiamo aggrappare per dondolare ancora. E' pennello invisibile, intinto in Secchielli di Calma.
E' matita leggera, disegna sul sentiero cartelli con parole confortanti: "LA SPIAGGIA è DIETRO L'ANGOLO e comunque ABBIATE PAZIENZA, IL MARE NON SCAPPA".

S-BRINARSI.



Mattino,
Oggi sei esploso!
Micce di terra umida
Scintille di foglia
Incendio di alberi.         
Corona il mio sguardo
Il tuo meraviglioso rogo di colori,
In un riflesso purpureo,
In punta di rosa.
Trasparente è la Pace
nelle  lacrime che sgorgano
da ogni occhio invisibile poggiato sul mio corpo.
Io ti vedo con i piedi,
Mentre cammino nel mio Spazio senza Tempo
dove tende di foglie verdi sfrangiano ogni minuto.
Io ti vedo con le mani
Mentre afferro il Tempo senza Spazio
dove gocce di brina benedicono la mia strada.
E ti accolgo nelle orecchie
mentre odo l'allodola celebrare l’alba
là dove l'ultimo gufo ha salutato la notte.
Ogni tua Luce è Specchio
delle mie Età Passate.
Ogni tua Ombra è Scoperta Curiosa
del mio Divenire Presente.
Bagliore e scintilla di Speranza,
sorprendi il canto dell'Anima
nel mio movimento sicuro
e già predici  Pioggia dorata suonare il Futuro.
Mattino,
Ti raccolgo!
Fresco e brinoso
ti scolpisco contro il cielo
mentre procedo leggera nel giorno che mi svela.
Ti attesi così tanto
quando ero Femmina Piromane e Notturna
chiusa in Sogni di legno.
Ora mi abbandono
Al tuo Bruciare Infinito e Innocuo.
Non ho ventagli 
che riparino il viso dalle tue fiamme.
Tu con Passione
E in musica di archi
mi vuoi soltanto Risvegliare.


lunedì 15 aprile 2013

Possiamo VEDERE anche ad occhi chiusi...e, comunque, non abbiamo intenzione di FARCI BENDARE. Più.

domenica 14 aprile 2013

VOI SIETE GLI UNICI RESPONSABILI DELLA VOSTRA VITA. QUANDO VI SVEGLIATE , LAVATEVI IL VISO CON RUGIADA DI SORRISI, INFILATEVI LA GIOIA NELLE SCARPE, LA MERAVIGLIA NEGLI OCCHI, LE RISATE NELLE ORECCHIE. PREPARATEVI LA COLAZIONE CON SUCCO DI ISTINTO E GOCCE DI RAGIONE. POI, CAMMINATE. SE NON AVETE UNA DIREZIONE PRECISA, FATE IN MODO DI METTERE NELLO ZAINO TUTTI GLI STRUMENTI CHE VI AIUTERANNO A TROVARLA. ALL'OCCORRENZA, AVRETE TUTTO CIO' CHE VI SERVE PER PROCEDERE SICURI. EVENTUALMENTE, SPUNTERA' DA UNA BUCA UN SUGGERITORE BALSAMICO, DI QUESTO NON VI DOVRETE PREOCCUPARE!

OMAGGIO ALLA CURIOSITA'. (dedicato a Giamba.)

"...camminavo con Tolkien nella foresta cittadina di Blu, e Wu Ming suonava una musica perfetta...incontrammo il Fornaio, Dio del Mondo...Ci diede il Sole, noi lo spezzammo come fosse Pane e ci nutrimmo di Luce...
Dissi: "Grazie, Fornaio, Dio del Mondo...avevo tanta Fame..."
Rispose il Fornaio: "Grazie a te, Donna, per la tua Fame...perchè è per quella che io continuo a preparare il Sole, farne Pane e a nutrire gli Uomini di Luce."..."
Santa è la Famelica Curiosità che continuiamo ad avere.
Santo il Mondo che la soddisfa.

giovedì 11 aprile 2013

RAL-LENTA-MENTE. ( dedicato ad Azzurra...e anche un po' al mio piede sinistro.)


Cammina lenta
Ancora di più di così.
Adagia lo sguardo
sui frammenti impercettibili 
Che attraversano le cose,
Senza mai ferirle.
Soffermati sulle sfumature.
Vedrai più brillanti i colori.                
La realtà danza
Smog e polvere
se Musicata dalle incertezze,
se Abitata con la fretta.
E Lo spettacolo è debole
Visto con il cuore fragile.
Ma tu, 
cammina lenta
E resta in ascolto.
Senti che vibri con gli strumenti dell'anima?
La realtà è lo specchio che ti riflette
Nel tuo viaggio perpetuo.
La realtà è la tua sceneggiatura migliore,
Regista di sogni.
Lo spettacolo è miracolo
Visto con occhi grati.
E, per gratitudine
il cuore tuo si rafforza 
e torna a farti compagnia.





PACE. ( ad un sogno fatto questa notte)


Mi domandi        
Con la voce tua più dolce
Cosa ha riempito questo mio tempo,
mentre tu non eri al mio fianco.
Ti rispondo
Con la gioia in gola
che tutti i fiori che volevo dare a te
li ho sfogliati in mille ali di farfalla
che ho condotto per le strade
a profumare la gente.
Mi domandi ancora
Con il sorriso lieve
Come sono riuscita a seguire l'arcobaleno
e a scoprire tra le macerie, il nostro tesoro.
Ti rispondo
Con le labbra chiuse,
uscendo da una festa di lacrime,
che è accaduto perché volevo
che il tuo ritorno
mi trovasse con il sole negli occhi.
Non descrivo questo istante.
La meraviglia non ha parole,
si manifesta.

DI UNA TRISTE VERITA'.

Chi regala emozioni inventate...finirà con il dover inventare emozioni per sopravvivere alla solitudine...

mercoledì 10 aprile 2013

SPERANZA TASCABILE.


Ho messo in tasca un mazzo di chiavi.
In tintinii appena accennati
mi parlano di porte ancora da aprire,
di un futuro da spalancare
adesso,                         
ora.
Attraverso occhi nuovi
in brilluccichii appena visibili
mi mostrano che non c'è niente più da chiudere
nessun motore da spegnere
da oggi
qui.
Ho messo in tasca un mazzo di speranza
con petali di sogni.
Mi svelano il mistero dell'immaginazione
la forza per creare realtà nuove
adesso,
ora.
Attraverso la fiducia invisibile
a piccoli passi,
so che non c'è più un limbo che mi accoglie
ma il meraviglioso fluire delle mie intenzioni
attraverso le cose che voglio
da oggi,
qui.



MITOLOGIE MODERNE :l'incantesimo di Apollo, il Sole per la sua amata Selene, la Luna. ( a Soheila, mia nipote e Samira, mia sorella.)

Apollo, IL SOLE, si nascose dietro una nuvola, rallentando l'arrivo della Primavera. Nei giorni scorsi, l'ho chiaramente sentito sbuffare e,invocando la sua amata Selene, LA LUNA, cominciare a parlare:

"Selene,
Pallida Luna.
Ti vidi la prima volta a Primavera.
Stava nascendo il Mondo e
danzavano le amiche Stelle il loro BIG BANG.
Cominciavo io a lavorare la Terra
a coltivare la Vita.
Avevo un cuore caldo
e mani come raggi
occhi dappertutto
una luce perpetua
ed energia infinita.
Ruotava il tutto intorno a me
centro VANITOSO dell'Universo
e mi facevano da girotondo
alle feste
in VIA LATTEA
Mercurio e Giove 
Marte e Saturno
Urano e Nettuno
La bella Venere
e Plutone, timido osservatore da più lontano.
Fu la Terra a parlarmi di te.
Raccontava di subire il tuo fascino argentato
Satellite Tu
Femmina Magica
a governare le Maree
a guidare il tempo della semina e quello del raccolto.
Fu la Terra a presentarci.
Pelle d,avorio
occhi di china,
cominciasti a roteare intorno a me
donandomi silenziosa il tuo sorriso
cantandomi con lo sguardo il tuo Amore.
Facemmo un dipinto d'oro e d'argento
abbracciati in un istante senza tempo.
Sconvolgendo l'ordine di qualsiasi struttura
Scoprimmo la potenza delle atmosfere
e l'importanza delle parole.
Fu per la Vita che d'improvviso intuisti di dovermi lasciare andare.
Fu per la Vita che compresi io, e con lacrime di fuoco
che raramente ti avrei potuta incontrare ancora.
Mi dicono ora che pur Luminosa e Splendida
nascondi pianto dolcissimo tra i tuoi crateri
mentre io
Re degli Astri
avverto un punto freddo tra i miei raggi
perchè mi manchi tu, unica Regina che vorrei al mio fianco.
Per tutto questo
la Terra si sta lamentando.
Gli uomini vogliono risorga una Primavera,
ma non riesco a sbucare fuori dalla nuvola.
Per questo, per tutto questo
voglio fare un Incantesimo per noi due, con l'aiuto delle altre Stelle.
Il nostro grande Amore,
non si perderà nel tempo e durerà all'infinito.
Lo spargerò in ogni angolo terrestre
sopra ogni strada
in mezzo ad ogni foresta
tra gli alberi
tra i fiori e i frutti
sopra l'acqua e per tutto il cielo.
Flora e Fauna godranno come abbiamo goduto noi
e l'aria profumerà,
diffondendo la nostra Passione
sopra tutto e sopra tutti.
Fallo anche tu, Selene mia,
perchè nelle lacrime tue c'è soltanto Amore
e il mondo ne ha bisogno per sognare.
Saremo infine fortunati.
In qualche posto, laggiù,
chissà come e quando
le nostre energie prenderanno forma umana.
Tu ti farai donna, Luna Candida,
io sarò uomo, Sole Generoso.
Completeremo la nostra unione in corpi che ridono
e fondendosi
portano a compimento il nostro desiderio d'Amore Reale,
continuando Mano nella Mano a diffonderlo a tutti coloro che incontreranno."

Apollo uscì dalla nuvola. In tutto il mondo arrivò finalmente la Primavera.
Io, che sono una donna, sorrido...e se guardate la Luna, questa notte, sono certa che la vedrete brillare di gioia.

















martedì 9 aprile 2013


Che tu possa avere
Saggezza di radici 
Solidità di tronco 
Leggerezza di foglie 
Ampiezza di rami 
Altezza nuvolare 
Silenzio crepuscolare 
Sussurro d’alba 
Delicatezza di voce 
Fermezza di mente. 
Ricordati che hai un cuore. 
Apri gli occhi e accenditi.

Accenditi come un sole. 
Ascoltami come madre
Mentre mi faccio terra 
A roteare su me stessa
Trascinandoti in questa danza
Per tutta la tua vita.



Saluta la vecchia te, amica
e smetti di nutrirti del tuo passato.
Non digiunare più in questo presente
e allena lo stomaco e il cuore
per i gustosi banchetti futuri.
Per questo, ricorda,
ESSERSI DIGERITI
è fondamentale!

UN SUCCO DI UN SACCO DI COSE. (dedicato a Claudia)

Alcune donne, inutile negarlo, sono VAGINOCENTRICHE.

WORK in PROGRESS.

Siate ingegneri 
Della vostra vita. 
Abbiate sogni solidi come fondamenta 
Per progettare 
Di momento in momento su quelli 
La realtà desiderata. 
Entrate nel mondo
con l’allegria degli acquazzoni estivi. 
Trasformando ogni autunnale nostalgia 
In quadri di primavera. 
Sbrinandovi da ogni ghiacciata 
Sensazione invernale.

Intanto, io, mi Raccolgo tra le braccia. Fatemi seminare prima qualche lacrima, ambrata e dolce come miele. Dopo aver compreso le fondamenta del mio dolore, costruirò per me una casa di gioia e aprirò con un sorriso discreto tutte le porte. Infine lascerò che sia risata ogni solletico del vento.

domenica 7 aprile 2013

CERIMONIA.

Io,
prendo TE,
VITA,
come mia SPOSA PRIVILEGIATA
e prometto di ESSERTI FEDELE SEMPRE,
nella GIOIA
nel DOLORE,
nella SALUTE
e nella MALATTIA.
Prometto di
AMARTI
RISPETTARTI
ONORARTI
fino a che davanti a me si dipaneranno STRADE
e avrò PIEDI per CAMMINARE,
OCCHI per GUARDARE,
ORECCHIE per ASCOLTARE,
CUORE per SENTIRE.

Da adesso possiamo scambiarci il nostro anello di RISATE.

sabato 6 aprile 2013

Ogni giorno dovremmo SFIDARCI e COGLIERE la bellezza anche dove non c'è...Insaponare gli occhi, pulirli e imparare l'arte del Vedere oltre il Semplice Guardare...

venerdì 5 aprile 2013

IL POTERE DELLA TRANSIZIONE.( per Giorgia e sua figlia Viola che suona il violino.)


Ancora prima di vederti gli occhi
mi giunge in eco
e da tutte le parti
la triste musica delle lacrime tue.
Sono note dolenti
le immagino sciogliersi nere
sul pentagramma pallido del tuo bel viso.
Ti accolgo
Nuova Donna
Ti abbraccio         
Donna Nuova
mentre nasci ed esci
smarrita e coraggiosa
dopo tanto vagare inquieto.
Posa tra queste mani
i tuoi frammenti.
Voglio nutrirti di luce
per sparpagliarti a stelle
in mezzo al giardino del mondo.
Questo tuo dolore
Non è che il seme
dello stupore per ciò che verrà.


Non dimentichiamoci mai che solo "dal caos si generano stelle danzanti"....La semina è fatica, ma la pazienza vissuta con il sorriso annulla il tempo...e in risate succose, d'improvviso, nascono frutti...

giovedì 4 aprile 2013

BUONA VITA.

Il passato non è che il prologo.
E la nostra storia comincia ogni giorno, qui ed ora.
In ogni qui ed ora noi abbiamo la possibilità di cambiare tutto, se ci concediamo di riconoscere il senso più ampio del nostro esistere. Così, gli errori non sono più errori, ma opportunità per comprenderci e andare al di là dello specchio, le cose perdute non sono perdute mai, perchè diventano le fondamenta per costruire la vita che vogliamo e rispolverare la memoria di ciò che non vogliamo. Abbiamo sempre una scelta, nè giusta, nè sbagliata. E' nostra. Il cuore indica la direzione, fa da navigatore, e la ragione costruisce le strade. L'istinto è la bussola migliore, se ci sentiamo smarriti nel buio di un bosco, e le persone che incontriamo possono aiutarci a raggiungere spiagge immense da cui osservare il mare cui tendiamo.
Compreso questo, ascoltate il battito al centro del petto e ballate al suo ritmo, ricordate che il mondo ha una sua architettura e praticate l'arte di costruire, disegnatevi un paio di scarpe sulla pancia e cominciate a camminare, incontrate gli altri, prendeteli per mano, fatevi accompagnare e accompagnateli.
Il passato non è che il prologo. 
L'immensità del mare che vi aspetta è l'immensità della vita che avrete intensamente voluto. Nuotateci dentro ed emozionatevi senza farvi annegare dalle emozioni . Nessuna tempesta farà vacillare la vostra solidità di uomini, nessuna solitudine vi colpirà alle spalle, nessuna paura fermerà il vostro intento. Pretendete, ogni mattina, di svegliarvi con la gioia nel cuore, condividete questa gioia, poichè è un dono gratuito che fate a voi stessi e al mondo e il mondo infine vi farà da eco. 
A ciascuno di voi, davvero, di cuore, Buona Vita.
Namastè.

mercoledì 3 aprile 2013

VITE PASSATE.

A te
Benzina del mio Senso
Sesto.
Provocatore
del mio Istinto
Primo.
Catapulta
a lanciare Luce
nel mio Occhio
Terzo
Traghettatore 
del mio corpo
Sveglio e Selvaggio
a nessun altro
Secondo.
Al riparo
dal Rumore
ti avverto
Memoria tra gli Alberi
e in un abbraccio
di Rami,
nel nostro Notturno Silenzio
ti proteggo dal Vento
e dall'usura del Tempo
incidendo sul tuo petto
il mio Grazie Secolare.



TRASFORMAZIONI. DEL CONOSCERE L'AMORE. ( Ottobre 2010. Poesia pubblicata dalla rivista Nuovi Orizzonti nella collana TRA UN FIORE COLTO E L'ALTRO DONATO.)


Avevo un cuore di paglia E lì mi hai trovata
Addormentata
Rannicchiata
Nel mio corpo di fuoco
A striature gialle
A pieghe rosse.
C’erano scale di legno E tu le hai salite
Scendendomi
Raggiungendomi
Nella mia anima di albero
A foglie leggere
A tronco spesso.
Avevi parole di tempesta E così mi hai svegliata
Annegandomi
Emozionandomi
Nella mia mente di mare
Con paure ad onde
E desideri a fronde.
Adesso ho sguardo di cielo E comando Amore
Di Stringermi
E sciogliermi
Nei miei nodi di ghiaccio
A  superficie liscia
A sfondo trasparente.

DEI MIEI BOLLENTI SPIRITI (autunno 2010. Davanti ad una meraviglia dell'artista Ester Grossi.)


Catturami
Nel buio
Contorno di una stanza sfocata.
Non lasciarmi scampo
E nemmeno il tempo
Sacro
Di aprire gli occhi
Per guardarti.
Rimani appoggiato alla mia schiena
Intuirai
il mio sguardo tenace
Oltre le palpebre chiuse
Sentirai
Le mie tensioni
Diventare carne morbida
Le mie emozioni
Scivolare dalle spalle
I miei pensieri
Sciogliersi sotto capelli e pelle.
Nessuna stretta
Fu mai più vorace
Delle tue mani a morsi
Sulle mie tenere braccia
Nessuna prigione
Fu mai più dolce
Delle tue gambe a tenaglia
Sui miei fianchi che dondolano.
Sollevami
Poi lasciami cadere
Risollevami ancora
E infine tienimi.
In una silente esplosione
berrò luce
Con labbra rosse e viso bianco
Mentre il tuo piacere
Sarà soffio di vento.
Dietro di me.

BATTESIMI UNIVERSALI


Possa tu squarciare
Il sottile velo nero
Che  stendi sul mondo
Mentre condanni
La semplice meraviglia del tuo sentire
Ad un tortuoso e complicato agire.
Si elevi su di te
In brocca d’oro
La perpetua luce bianca
e ti benedica
Ora
Adesso.
Sei pianta in un deserto:
chiedi acqua fresca.
Sei cielo che si rasserena:
soffi via ogni nuvola.
Sei terra fertile:
chi ti incontra è il Sole.
Ed il Sole
È L’Amore.



Il passato è un uovo sbattuto fuori dalla porta!

martedì 2 aprile 2013

DIALOGO TRA IRIS E UNA BOTTIGLIA. (alla "PEF", la zingara della strada qui a fianco,ringraziandola del suo coraggio.)


Iris decide di ubriacarsi. Non lo fa mai. Non che sia astemia, ma qualcosa in lei, quando si avvicina al vino e simili le blocca le labbra. 
Questa notte vuole provare l'ebrezza di scoprire perchè.

IRIS
Mi muovo come fantasma, all’interno delle mura scolorite di questa città.
Triste Luglio,          
Truccato da Settembre
Finge l’estate
Di essere autunno.
Fingo io,
per qualche ora crepuscolare
che nulla stia accadendo
che nessuno mi stia vedendo.
Il corpo mio, mai fu più silenzioso.
Mai risultò cos' invisibile all'occhio dell'altro..                       
L’originale soluzione allo straneamento cosmico, questa notte senza luna,
La ritrovo in più bicchieri di vino.
Rosso.
Voglio riempirmi i buchi della memoria.
Bianca di un bianco insanabile
Io
Che avevo pelle ambrata
Prima di giungere qui.
Verde di un verde consunto
La bottiglia.
Amica di un momento,
Mi dedica la sua lieve serenata
Al passaggio immancabile
Del mio solito vento.
Ci guardo attraverso
Con occhi che sembrano stare dietro le sbarre frangiose
delle mie Ciglia struccate
Tento un’indagine da suicidio
Come potesse il vetro divinare risposte.
Come potesse sopraggiungere
Una voce
Anche stonata
Ma una voce.
Sono due lunghi giorni che non apro bocca
Nemmeno per perdere il fiato
Nemmeno per il fiato di un bacio.
Adesso le labbra si socchiudono e fanno domande al vino.
Entra, liquido alchemico di tinte amaranto
Entra liscio e senza una bolla,
Mentre nascondo tra l’esofago e la gola
Del mio vagare inquieto
un vuoto dispiacere
Come fossi ampolla.

Sono BRILLA e non BRILLO.

Ecco i miei piedi.
Li vedo avanzare nudi e piuttosto sfocati.
Credo di trovarmi in una piazza
Tutta pazza e senza meta.
In questo dannato posto
Dopo le nove di sera
Non gironzola più nessuno.
Entra, unico compagno mio di prima sbronza.
Possiedimi e avviluppati
Negli incavi delle mie oscurità passate
Nei riflessi del mio insensibile presente.
Non ti abbandonerò, non ora
Tenera la mano alla bocca
Per non trasformarti come meriti
In vomito giallognolo
Presagio di un futuro triste
Nauseabondo 
e che ha come set un cesso.
E tu, non abbandonare me
Perché mai come ora io ti somiglio.
Tu inganni.
Io mi inganno.
Allora sciogliamoci senza affanno
Che di ebrezza
Riusciremo a fare improvvisa verità.
Non ti scelsi mai per annebbiarmi, anzi, qualcosa in te mi ha sempre dato ribrezzo.
Eppure, so che il tuo gusto mi è familiare.
Rivelami perché.

LA BOTTIGLIA.
Ultima goccia, ultimo sorso
Siediti e ascolta
Fiore ubriaco
E tieniti stretta al palo di questa fioca luce rimasta.
Ti sembrerà un sogno liquido e pastoso.
Nuotaci dentro.

IRIS E IL RICORDO RIMOSSO.
Corridoio.
Lungo e buio.
Di spalle seguo me stessa, trasformatami per l’occasione in una bambina.
Tasta i muri la piccina, e la sento che trattiene il respiro.
Guidandosi ad occhi assonnati e senza il lume di alcuna ragione a svegliarla, avanza verso la cucina, tra le stoviglie taciturne nell’incantesimo della notte.
E' Ipnotica immagine
Per la me cresciuta che osserva senza capire.
La mano piccolina apre il frigo.
Le labbra innocenti si attaccano alla bottiglia,
diventano violacee ed avide come fossero già da tempo istruite al bere.
Poi, ruotano il rubinetto, versano acqua per allungare il vino con la furbizia degli ubriaconi.
Sbarro gli occhi di donna miei rossi di shock
Come se mi si fossero allagati di sangue.
Mi torna alla mente più o meno tutto.
La bambina che ero torna nella sua stanza
Silenziosa e ciondolante
Gustandosi senza coscienza
Un’allegria innaturale, da nascondere come un segreto sotto le lenzuola, fino alla notte successiva.
Alla bambina che ero davano da bere vino rosso per renderla immemore ad alcune torture.
Questa è una verità che non si può più celare.

Intanto, io, vomito tutto quello che mi sono scolata e lascio sui sanpietrini Un ricordo che puzza e spiazza.






INVITO.

TESTami.
Poggiando i tuoi cieli e le tue nuvole
nei pressi della mia spalla.
TESTami.
So prepararci un banchetto
apparecchiare la tavola
DIRIGERCI gli occhi alla bocca.
So gustarci al presente
sparecchiare la tavola
DIGERIRCI all'infinito.
La vera rivoluzione sta nel prendere coscienza che noi siamo esseri umani magici. Il volo è possibile. Da qualche parte,in altro tempo, in dimensioni altre, prima, abbiamo avuto le ali..........recuperare questa delicata memoria è possibile. Le ali non sono emozione, non sono ragione. Le ali sono L'aprirsi piumato del cuore in un volo senza aspettative sul pavimentato cielo di questa terra.

lunedì 1 aprile 2013


Sono scivolata in fondo al mare
Con le gambe di sabbia
E il cervello liquefatto.
Mi Sono appoggiata sul fondo del mare
con la voce addormentata
gli occhi di marzapane
la calma che accarezza il cuore.
D'improvviso
Un battito di ciglia
Mi vuole pescare
Mi vuole a respirare
il suono del mondo in superficie.
E' d'acqua il mio risveglio
e limpido il pensiero
che riporto a galla.
Ogni cosa scorre
dentro
fuori.
Io nuoto e respiro.
Respiro e nuoto.